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Sindrome ansiosa post caduta

 Sindrome ansiosa post caduta (Post Fall Sindrome )

la sindrome ansiosa post cadutasi riscontra quando un individuo riduce movimento e attività in modo eccessivamente cauto, proprio per paura di cadere. Ciò contribuisce a ridurre la forza muscolare, favorendo una deambulazione anormale e, a lungo andare, un ulteriore aumento del rischio di cadere. Inoltre la caduta, soprattutto se l’evento si ripete, riduce la propria autostima, per cui a volte l’anziano omette di raccontare quanto accaduto per vergogna

L’indicatore di rischio più comune è la presenza di una storia di cadute. Un indicatore che  suggerisce che – se i danni fisici e pericoli ambientali che hanno causato la caduta precedente non vengono indagati e corretti – è probabile che l’anziano cadrà nuovamente per la stessa causa. Pertanto, i protocolli per gli interventi di prevenzione delle cadute considerano la storia di cadute come una caratteristica chiave per avviare un intervento preventivo

Il problema delle cadute nella popolazione anziana non è semplicemente legato all’elevata incidenza ma si tratta, piuttosto, di una combinazione di incidenza e facilità di esito in lesione dal momento che, tra gli anziani, vi è un’elevata prevalenza di malattie come l’osteoporosi e cambiamenti fisiologici associati all’età, come il rallentamento dei riflessi protettivi che rendono particolarmente pericolose anche cadute lievi. Inoltre la guarigione da una lesione, come per esempio una frattura, è di solito lenta nelle persone anziane e ciò aumenta il rischio di successive cadute

Secondo i risultati dello studio Argento, gli anziani cadono il 48% delle volte fuori casa

Dentro casa, gli ambienti a maggior rischio sono:

  • la cucina (25%)
  • la camera da letto (22%)
  • le scale interne ed esterne (20%)
  • il bagno (13%)

Secondo i dati del Siniaca (Sistema informativo sugli infortuni in ambienti di civile abitazione dell’Istituto superiore di sanità) che si avvale di oltre 25 centri di Pronto soccorso dislocati sul territorio nazionale, le cadute rappresentano la prima causa di incidente domestico, soprattutto con l’aumentare dell’età, quando cominciano a comparire eventi strettamente legati a problemi di salute: cadute dal letto, cadute alzandosi dal letto o dalla sedia o in seguito a malore fanno la prima comparsa a partire dai 60 anni.

In particolare, si stima che nel 2012, in Italia siano finite in Pronto soccorso, per incidente domestico, oltre 1 milione 825mila persone di cui:

  • 20% bambini (0-14 anni)
  • 30% adulti (15-49 anni)
  • 22% adulti anziani (50-69 anni)
  • 28% ultrasettantenni (70 anni e più).

L’evento più frequente è sul totale dei casi rappresentato da:

  • caduta/inciampo/salto/spinta da un’altezza non specificata (29,7%)
  • caduta a livello (11,9%)
  • urti (15,5%)
  • incidenti con oggetti penetranti o taglienti (11,8%).

Sommando tra loro tutte le dinamiche con caduta si ottiene una percentuale prossima al 50% dei casi (47,9%).

Con l’aumentare dell’età appare incrementarsi la quota degli “inciampamenti” rispetto a quella degli “scivolamenti” perché l’anziano tende ad inciampare più facilmente in oggetti, strutture e fili, per problemi di postura, vertigini o semplicemente perché non vede bene.
Gli anziani che cadono, in particolar modo quelli che cadono ripetutamente, tendono ad avere deficit della capacità di svolgere le attività quotidiane semplici e strumentali e sono ad alto rischio di successivo ricovero, di ulteriore limitazione fisica e morte.

E’ chiaro, pertanto, che la vita dell’anziano cambia drasticamente dopo una caduta

Almeno il 50% degli anziani in grado di deambulare senza difficoltà prima della frattura dell’anca, dopo l’evento non riesce più a recuperare la mobilità che aveva in precedenza

 

Sitografia:

http://www.salute.gov.it      Ministero della Salute

http://www.epicentro.iss.it/default.asp    Il portale dell’epidemiologia per la sanità pubblica a cura del Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute dell’Istituto superiore di sanità

 

 

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