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Bonus elettrico

I bonus energia sono sconti sulle bollette di energia elettrica e gas, introdotti dal Governo e resi operativi dall’Autorità per l’energia elettrica, il gas ed il sistema idrico con la collaborazione dei Comuni, per assicurare un risparmio sulla spesa energetica alle famiglie in condizione di disagio economico e fisico e alle famiglie numerose.
Il bonus elettrico è previsto sia nel caso di disagio economico sia in presenza di gravi condizioni di salute (disagio fisico), mentre il bonus gas è previsto per i soli casi di disagio economico.

Dall’ultima indagine conoscitiva dell’AEEGSI, avviata nel febbraio 2013 e conclusa nel febbraio 2014, è risultato che, nel corso degli ultimi 5 anni, oltre 2 milioni di famiglie hanno ottenuto almeno una volta il bonus per elettricità e/o gas. Tuttavia, le famiglie beneficiarie hanno rappresentato, su base annua, appena il 34% degli aventi diritto al bonus elettrico e il 27% degli aventi diritto al bonus gas; inoltre circa il 30% di esse non ha rinnovato la richiesta del bonus.

Oltre l’80% degli intervistati dalle 15 associazioni che hanno realizzato nel 2016 il progetto “Bonus a sapersi” (Cittadinanzattiva, Acu, Adiconsum, Adoc, Associazione Utenti Radiotelevisivi, Assoconsum, Assoutenti, Codacons, Codici, Confconsumatori, Federazione Confconsumatori-Acp, Federconsumatori, Lega Consumatori, Movimento Consumatori, Movimento difesa del cittadino, Unione Nazionale Consumatori) dichiara di aver intercettato cittadini che avrebbero i requisiti per la richiesta ma che non ne sono consapevoli.

Inoltre, circa il 39% sostiene che l’iter per la richiesta sia complesso o molto complesso; il 47% che le informazioni non siano sufficientemente diffuse o reperibili. Ancora, solo il 56% ritiene l’importo del bonus adeguato rispetto alle bollette e solo il 52% è convinto che l’attuale soglia ISEE sia adeguata ad individuare i soggetti che ne avrebbero necessità.

Le principali lamentele da parte di chi invece ha ricevuto il bonus riguardano:

  • la complessità dell’iter per la richiesta (30,3%)
  • l’importo ritenuto inadeguato ai consumi (22,5%)
  • l’iter per il rinnovo (11,2%)
  • la mancata erogazione (10,9%).

Tali dati, presentati oggi a Roma nell’ambito della conferenza stampa, confermano quanto la misura, fondamentale se si pensa che oltre un cittadino su dieci che si rivolge alle associazioni dei consumatori ha arretrati nel pagamento delle bollette, andrebbe incentivata a partire da una corretta e capillare informazione ai cittadini.

Sono queste alcune delle principali questioni emerse nell’ambito delle attività del progetto Bonus a sapersi sostenuto dall’AEEGSI  che, attraverso incontri formativi svolti in 73 città, un manuale operativo e un video per i cittadini, ha contribuito ad accrescere l’informazione sui bonus energia.
In tal senso è emersa le necessità di intervenire su alcuni fronti, fra cui:

  1. accrescere fra le famiglie la diffusione di informazioni istituzionali in merito al bonus
  2. prevedere ulteriori misure contro la povertà energetica
  3. innalzare la soglia ISEE per poter accedere al bonus dagli attuali 8.107,5 a 11.000 euro
  4. modificare i criteri di calcolo dell’ISEE, ad esempio escludendo il valore dell’abitazione di residenza e le pensioni di invalidità, ed inserendo nel calcolo altre spese familiari certificate.

 

LE TABELLE DI CALCOLO

Per meglio avvicinarsi quindi al reale consumo e bisogno da parte dell’utente, si è giunti alla definizione di tabelle che, realizzate sui consumi medi in base al tipo di ausilio, stabilisce i vari bonus a seconda della potenza assorbita. In base a questa tabella si calcolano i consumi e dunque la cifra-sconto a cui si ha diritto (a questa pagina è possibile effettuare una simulazione di calcolo del bonus). I bonus così definiti dovrebbero andare dai 158 Euro della fascia più bassa, ai 571euro di quella più alta.

 

CHI PUO’ CHIEDERE IL BONUS

Possono richiedere il bonus tutti i clienti  presso i quali vive un soggetto affetto da grave malattia, costretto ad utilizzare apparecchiature elettromedicali necessarie per il mantenimento in vita.

In questi casi, per avere accesso al bonus elettrico, non è necessario presentare alcuna documentazione relativa all’ISEE, poiché l’agevolazione non è legata né al reddito né alla composizione del nucleo famigliare.

E’ necessario invece avere un certificato ASL che attesti:

  • La necessità di utilizzare tali apparecchiature
  • Il tipo di apparecchiatura utilizzata
  • L’indirizzo presso il quale l’apparecchiatura è installata
  • La data a partire dalla quale il cittadino utilizza l’apparecchiatura

 

COME CHIEDERE IL BONUS

Per chi già usufruiva dei bonus prima del 2013, le modalità di presentazione della richiesta restano invariate rispetto agli anni precedenti, con l’uso però della nuova modulistica disponibile al sito dell’ Autorità per l’Energia.

La richiesta del bonus elettrico va quindi presentata al Comune di residenza del titolare della fornitura elettrica, unitamente ai dati relativi all’apparecchiatura (tipo, uso), all’indirizzo e alla durata dell’erogazione.

Chi già gode dei bonus, è inoltre già iscritto al PESSE (Piano di Emergenza per la Sicurezza del Sistema Elettrico), un programma al quale le aziende che forniscono energia devono fare riferimento, e rappresenta la lista di utenti da tutelare in caso di black out o interruzione di servizio. Chi è già iscritto al PESSE, dovrà fornire al suo Comune anche la comunicazione ricevuta dal proprio distributore di energia elettrica attestante che il proprio punto di fornitura è inserito negli elenchi PESSE.

Per chi chiedesse invece per la prima volta l’inserimento nell’elenco, è necessario presentare una precisa documentazione prodotta dalla ASL.

 

Link utili:      

Modulistica

Simulatore di calcolo bonus

 

Sitografia:

http://www.cittadinanzattiva.it

 

https://www.disabili.com/legge-e-fisco/articoli-legge-e-fisco/coi-nuovi-bonus-elettrici-bolletta-meno-cara-per-i-disabili-

 

 

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