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Spezzare i farmaci/Quale il rischio?

Spezzare i farmaci/Quale il rischio?

In alcuni casi si  spezza o si tritura il farmaco facendolo assumere con un alimento che possa facilitare la deglutizione, soprattutto per i pazienti anziani.
Ma questa modo di assunzione comporta, a volte, dei rischi.
I farmaci in commercio sono disponibili in diverse forme ad esempio gocce, compresse, granulati fiale. Le difficoltà ad ingerire un farmaco riguardano naturalmente le formulazioni solide come le compresse, soprattutto se le dimensioni sono notevoli. Ingerire una pasticca, anche di dimensioni più ridotte, può risultare ostico per chi è affetto da disfagia, ovvero un persistente disturbo della deglutizione, oppure creare disagio a chi non riesce comunque a mandarla giù agevolmente.
Il problema può riguardare anche gli anziani che presentano una patologia neurologica come la demenza per cui potrebbe rendersi necessario “nascondere” il farmaco precedentemente triturato in un alimento facile da ingerire. Quando è possibile sostituire il farmaco preferendo formulazioni diverse da quelle solide il problema si risolve alla radice.
Alterare compresse o capsule gastroresistenti comporta la distruzione/rimozione del rivestimento, progettato per mantenere il farmaco intatto, finché non passa attraverso lo stomaco e raggiunge l’intestino.
Il rivestimento serve a proteggere lo stomaco da effetti lesivi oppure evitare una diminuzione dell’effetto o l’inattivazione da parte dei succhi gastrici. La triturazione e la somministrazione di uno di questi farmaci per via orale o attraverso sonda gastrica può aumentare il rischio di effetti avversi gastrointestinali o diminuire i benefici del farmaco.
La triturazione non deve essere mai praticata per compresse gastroresistenti, a rilascio modificato, sublinguali e in tutti quei casi in cui sia specificatamente vietata in scheda tecnica.
Spesso lo stesso farmaco è presente in diverse forme e, laddove fosse disponibile una formulazione in sciroppo o in soluzione orale, questa dovrebbe essere preferibile. Qualora non fosse possibile triturare le compresse è possibile veicolarle in acqua gelificata che ne facilita l’assunzione facendo scorrere meglio la compressa favorendone la deglutizione. L’acqua gelificata è reperibile presso le farmacie o presso le parafarmacie.

 

Dott.ssa Maria Fazio 
Responsabile della Farmacia Humanitas

 

anzianiincasa*9 febbraio 2020

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