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Rapporto OsMed 2018/L’uso dei farmaci nelle popolazioni fragili

Rapporto OsMed 2018/L’uso dei farmaci nelle popolazioni fragili

 L’AIFA ha voluto dedicare un capitolo specifico alle cosiddette “popolazioni fragili”, come la popolazione pediatrica, geriatrica e quella delle donne in gravidanza. Monitorare l’uso dei farmaci in alcune sottopopolazioni è ancora più necessario perché spesso non sono adeguatamente rappresentate negli studi clinici autorizzativi.

Complessivamente, nel 2018 oltre 40 milioni di assistiti hanno ricevuto almeno una prescrizione di farmaci con una prevalenza d’uso pari al 67% e una spesa pro capite di 229 euro. Vi è una differenza di esposizione ai farmaci, con una prevalenza che passa dal 62% negli uomini al 71% nelle donne mentre, per quanto riguarda le dosi e la spesa, si riscontrano rispettivamente 1.016 DDD negli uomini e 1.025 nelle donne e 227 euro pro capite negli uomini e 231 nelle donne.

Popolazione geriatrica

Nel 2018 il 98% degli anziani ha ricevuto almeno una prescrizione farmacologica, senza significative differenze di prevalenza d’uso tra i due generi. Sono state dispensate, ogni giorno e per ogni utilizzatore, oltre 3 dosi con una spesa di 656 euro pro capite. L’andamento delle dosi e della spesa nella popolazione anziana aumenta con l’età, fino alla fascia 80-84 anni, per poi ridursi lievemente negli utilizzatori con età uguale o superiore agli 85 anni. Le fasce di età con i maggiori consumi sono, infatti, quella 80-84 anni e quella costituita da soggetti con età pari o superiore agli 85 anni (rispettivamente 3.825 e 3.769 DDD/1000 utilizzatori die) con una spesa per utilizzatore pari a 782 e 740 euro rispettivamente.

Differenze tra i generi sono osservabili in tutte le fasce d’età, con gli uomini che risultano consumare e spendere di più delle donne.

Sono state erogate in media 6,7 diverse sostanze per utilizzatore e in entrambi i generi si è assistito a un progressivo incremento del numero di principi attivi diversi assunti all’aumentare delle decadi di età. La distribuzione degli utilizzatori per numero di principi attivi diversi ha evidenziato come oltre circa il 66% degli utilizzatori anziani abbia ricevuto prescrizioni di almeno 5 diverse sostanze nel corso dell’anno di riferimento e come addirittura poco più del 22% dei soggetti di età pari a o superiore ai 65 anni assuma almeno 10 principi attivi diversi.

Le categorie terapeutiche maggiormente prescritte nella popolazione geriatrica sono quelle dei farmaci per l’apparato cardiovascolare, dei medicinali antimicrobici per uso sistemico e dei farmaci per l’apparato gastrointestinale e metabolismo. Per quanto riguarda la prevalenza d’uso, i medicinali antiulcera peptica e malattia da reflusso gastro-esofageo si collocano al primo posto con il 47,8% (46,6% maschi negli uomini e 48,7% nelle donne), seguiti dagli antitrombotici con il 43,8%, dalle sostanze modificatrici dei lipidi con il 34,6% e dai farmaci antinfiammatori e antireumatici non steroidei con il 32,8%.

Le differenze di prevalenza d’uso dei farmaci rilevate tra il genere maschile e quello femminile rispecchiano complessivamente la frequenza delle patologie per le quali tali farmaci vengono utilizzati nei due generi. Le classi farmacologiche con maggiori differenze sono la classe delle vitamine A e D, in cui l’utilizzo principale avviene nelle donne (prevalenza d’uso nelle donne 40,9% vs 12% negli uomini), poiché di norma prescritti in caso di osteoporosi. Anche nel caso dei preparati tiroidei, la prevalenza d’uso nelle donne è risultata tripla rispetto a quella degli uomini, così come nel caso degli antidepressivi che hanno fatto registrare una prevalenza d’uso quasi doppia nelle donne rispetto agli uomini. Per i farmaci per l’ipertrofia prostatica, invece, l’utilizzo è concentrato quasi esclusivamente negli uomini.

Nella prospettiva di un’approfondita valutazione dell’appropriatezza d’uso, è stata analizzata la presenza di 7 differenti associazioni di farmaci riconosciute quali possibili cause di rischio di interazione farmacologica, più frequentemente riscontrate nelle aree del Centro e del Sud Italia. Un esempio è rappresentato dall’utilizzo concomitante di cortisonici e chinolonici. Tra gli utilizzatori di chinolonici, la prevalenza di uso concomitante con i cortisonici è risultata del 12,5%, senza differenze significative tra i due generi e con valori più elevati nei soggetti con età pari o superiore agli 85 anni. 

 

sitografia:

www.aifa.gov.it

 

anzianiincasa*12 settembre 2019

 

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