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Il Tour più lungo

Il Tour più lungo

di Giulio Ghirelli

Vi parlerò del tour che, fino ad oggi, è stato il più lungo.

Quattro giorni, con un totale -metro più, metro meno- di 1150 chilometri, tra valli e monti. E la bellezza di 14 passi!

Agosto 2010. Sono partito il giorno 24, finita la buriana dei vacanzieri. E infatti ho viaggiato senza traffico e ho trovato da dormire senza problemi. Ecco qua, sinteticamente, il percorso:

 

Da Colico a Sondrio, e poi Teglio, la patria dei pizzoccheri,

 

dove ho preso la strada che porta all’Aprica.

 

Da lì, passando per Ponte di Legno, sono arrivato al passo del Tonale,  dove inizia la regione Trentino -Alto Adige.

Ho proseguito per Cles e poi sono salito al passo della Mendola per poi arrivare a Bolzano.

Da lì, passando per il lago di Carezza,

fatto il passo di Costalunga

 

 

 

 

sono giunto a Canazei,

 

dove ho cenato e dormito all’Hotel “El Ciasél”.

 

Il mattino dopo sono ripartito con destinazione passo Pordoi, e da lì, circa un’ora dopo, ero al Passo di Falzarego

 

 

 

 

 

A Cortina non mi sono fermato -c’era troppo casino- e sono andato spedito fino al passo Tre Croci.

 

Poi il lago di Misurina

 

quello di Dobbiaco e, verso mezzogiorno, entravo in Austria.

 

 

Da Sillian ho proseguito fino a Lienz e da lì, poco dopo, ero al passo Iselberg.

Ho viaggiato ancora un’oretta per arrivare a uno dei percorsi più suggestivi della Carinzia: la Grossglocknerstrasse, meta ambita dai motociclisti.

Un percorso a pagamento che scorre per diversi chilometri in alta quota (il punto massimo è l’Hoctor, a 2504 mt.). Pare che i panorami su vette e ghiacciai che offre questo percorso sia da sballo. Dico pare, perché io non ho visto niente, a causa di nuvole basse che sembravano un nebbione della Bassa Padana.

Già prima di arrivare al Grossglockner avevo viaggiato sotto un cielo nuvoloso, ma non pensavo di andare a ficcarmici dentro. Peccato, perché era una delle perle di questo viaggio.

 

Uscito dalle nebbie del Grossglockner, mi sono diretto verso nord, passando per un passo insignificante, il Lueg, e da lì, in una mezz’ora, sono arrivato alla stupenda Salisburgo.

Avevo programmato di pernottarvi, ma c’era una tale confusione di gente che ho cambiato idea. Anche perché a Salisburgo ci sono già stato due volte e la conosco abbastanza bene. Per cui, dopo un rapido giro per la città, sono ripartito. Una ventina di chilometri dopo, ho incontrato un grazioso paese tedesco, Bad Reichenhall, situato in quello spicchio di Baviera che si incunea nell’Austria. E lì ho deciso di fermarmi per la notte. Ho trovato una confortevole camera in un residence, mi sono lavato e messo in ghingheri, e sono andato in vita.

Dopo aver sgranchito le gambe con una lunga passeggiata nella zona pedonale del paese, che è tutta un parco floreale, ho cenato nel giardino di una gasthaus, rimpinzandomi con un succulento piatto bavarese: carni assortite su un letto di verdure stufate, patata al cartoccio con yogurt, pannocchia di mais, e salsa piccante. E un trio di gagliarde pinte di birra. Dopo tutti quei chilometri, me le meritavo o no? E poi non dovevo più montare in sella, lo Scarabeo era già a nanna nel garage del residence.

Il mattino dopo sono ripartito con destinazione Innsbruck, dove ho fatto una piccola sosta nella graziosa cittadina. Da lì, una cinquantina di chilometri per arrivare al passo del Brennero, e una decina per bere un caffè e fare quattro passi nella strada principale di Vipiteno,

prima di iniziare la salita al passo Giovo.

Poi ho superato Merano e ho viaggiato per l’Alto Adige fino al paese di Tirolo, dove ho sostato per la terza notte.

Tirolo è un paesino di villeggiatura molto grazioso, ed è situato in una posizione dominante su una panoramica vallata rigogliosa di vigne e piante di mele.

E, immerso nella vegetazione, si scorge il castello di Brunnenburg, del XII secolo. Ho cenato sotto la pergola dell’Hotel Tiroler Hof, godendomi quel panorama.

 

 

 

 

 

 

Il giorno dopo ho percorso la valle dell’Adige e la Val Venosta e sono arrivato alla medievale cittadina di Glorenza.  Sosta per un caffè e partenza verso Mustair, Valcava, e salita al passo Fuorn. Poi Zernez e St. Moritz.

 

 

 

E siccome ero quasi a casa, ho festeggiato l’arrivo con un’ultima sosta a Silvaplana, per una merenda a base di affettati dei Grigioni.

 

 

 

La cartina del percorso è molto ridotta, per cui ho numerato i cerchietti corrispondenti ai passi:

1) Aprica – mt. 1176  

2) Tonale – mt. 1884

3) Mendola – mt. 1363  

4) Costalunga – mt. 1752

5) Pordoi – mt. 2239    

6) Falzarego – mt. 2105

7) Tre Croci – mt. 1809  

8) Iselberg – mt. 1204

9) Hoctor – mt. 2504  

10) Lueg – mt. 553

11) Brennero – mt. 1370  

12) Giovo – mt. 2094

13) Fuorn – mt. 2149  

14) Maloja – mt. 1815

 

anzianiincasa*13 giugno 2019

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