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Farmaci e rimedi naturali/Rischio di possibili interazioni

Farmaci e rimedi naturali/Rischio di possibili interazioni

Seguire una terapia farmacologica e assumere contemporaneamente dei rimedi erboristici potrebbe nascondere delle insidie.

Gli autori della ricerca pubblicata di recente su The British Journal of Clinical Pharmacology e realizzata da ricercatori della University of Stellenbosch (Sud Africa), hanno revisionato la letteratura disponibile sull’argomento selezionando quarantanove “case reports”, dove vengono documentate le storie cliniche di uno o più pazienti, e due studi osservazionali. In tutto sono stati rilevati quindici casi di reazioni avverse ai farmaci. Un terzo dei pazienti era affetto da malattie cardiovascolari, oltre il 22% era stato colpito da un tumore e il 16% aveva ricevuto un trapianto di rene. Questi erano in trattamento con farmaci come il warfarin (un anticoagulante), agenti alchilanti (antitumorali) o con farmaci antirigetto, contro le possibili reazioni di un trapianto d’organo, come la ciclosporina. I ricercatori hanno visto che nei pazienti che assumevano warfarin e/o statine per il trattamento delle complicanze cardiovascolari erano state rilevate delle interazioni con prodotti erboristici come

  • Salvia
  • Semi di lino
  • Erba di San Giovanni (iperico)
  • Succo di goji
  •  The verde
  • Camomilla

Il metabolismo del farmaco anticoagulante è mediato principalmente da un enzima (CYP2C9); come riferiscono gli autori dello studio i prodotti naturali che alterano l’attività di questa molecola possono depotenziare l’azione del farmaco o portare a emorragia.

Gli studi revisionati dai ricercatori hanno documentato casi di fallimenti terapeutici e di tossicità dei farmaci nei pazienti che assumevano medicinali antirigetto assieme a prodotti naturali come

  • curcuma 
  • camomilla

La revisione ha inoltre rilevato delle interazioni tra medicinali e rimedi naturali in pazienti con depressione e sindromi convulsive.

No al “fai da te”

L’interazione farmaco-prodotti naturali può avvenire a diversi livelli  ma sicuramente un ruolo importante è da attribuire al metabolismo dei farmaci e al citocromo P450 (abbreviato come CYP, P450 e, meno di frequente, CYP450 ) e ai suoi isoenzimi. La famiglia del citocromo P450 rappresenta il principale meccanismo di detossificazione dell’organismo per i farmaci. Molti farmaci possono avere un effetto induttivo o inibitore dell’attività di una o più isoforme di citocromo P450, e questi fenomeni sono alla base, nella maggior parte dei casi, degli effetti compromettenti sull’azione terapeutica e degli effetti di tossicità derivanti dall’assunzione contemporanea di differenti principi attivi, quindi farmaci e anche erbe.

È bene che i pazienti non agiscano in autonomia e il consiglio che possiamo dare è quello di non fare affidamento al fai da te ma di coinvolgere sempre il medico o il farmacista; spesso questi sono rimedi che si acquistano senza ricetta medica o al supermercato. È inoltre importante che qualsiasi possibile interazione venga segnalata così da evitare, se dannosa per l’organismo, che si possa ripetere in altri soggetti.

A fronte degli esempi sopra riportati le interazioni erbe-farmaci sono ormai ben documentate; nella maggior parte dei casi le conseguenze cliniche di queste associazioni sono però ancora poco chiare: è sicuramente utile che i pazienti che associano i rimedi naturali a farmaci debbano dichiararlo. Qualsiasi rimedio erboristico contenente sostanze farmacologicamente attive, infatti, è di fatto un farmaco, lo dimostra il fatto che gran parte dei farmaci attualmente in commercio sono di derivazione vegetale.

Dott.ssa  Maria FazioResponsabile della Farmacia di Humanitas

sitografia:

www.humanitasalute.it

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anzianiincasa*28 dicembre 2018

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