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Carabinieri NAS/ Controlli anti-frode in ambito sanitario

Carabinieri NAS/ Controlli anti-frode in ambito sanitario

Eseguivano operazioni al ginocchio, per ricostruire i legamenti, ma le facevano passare come interventi all’anca e al femore per poi chiedere al Servizio Sanitario Nazionale rimborsi “gonfiati” più del doppio, rispetto a quanto realmente dovuti. A seguito di quanto accaduto i Carabinieri del Nas di Parma hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo emesso dal Gip del Tribunale di Parma nei confronti di un ospedale privato sito nella omonima città ducale. Il provvedimento è scattato a seguito dell’attività investigativa condotta dal Nas, anche in collaborazione con il nucleo aziendale di controllo della locale Ausl – che ha consentito di raccogliere gravi indizi di colpevolezza a carico del direttore sanitario e di un dirigente medico della suddetta struttura sanitaria responsabili dei reati di concorso in truffa aggravata e falsità materiale ed ideologica commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici per fatti riferiti ad un periodo compreso tra gli anni 2013 e 2017. La presunta attività illecita veniva attuata mediante la procedura prevista per il rimborso delle prestazioni sanitarie eseguite da strutture pubbliche o private, gestite per il tramite del sistema Drg (Diagnosis related grouper) che, in seguito all’elaborazione dei codici d’intervento per prestazioni sanitarie inseriti dal dirigente medico e verificati dal dirigente medico, trasforma gli atti clinici complessi in un valore economico definito. Nel corso delle indagini i militari hanno accertato che tutte le operazioni chirurgiche effettuate sull’articolazione del ginocchio, relative per la maggior parte alla riparazione o alla sostituzione dei suoi legamenti, erano state falsamente classificate come interventi all’anca e al femore, in realtà mai effettuate. Lo stratagemma consentiva quindi di richiedere al S.S.N. importi maggiorati di oltre il doppio rispetto a quelli realmente spettanti. Al nosocomio è stato anche contestato l’illecito amministrativo previsto dal decreto legislativo 231/01 (responsabilità amministrativa degli enti), per non aver adottato quegli efficaci modelli organizzativi e di gestione, idonei ad impedire e prevenire i reati di fatto attribuiti ai soggetti sottoposti alla sua direzione e vigilanza.  Il Tribunale di Parma ha così disposto il sequestro preventivo di somme di denaro indebitamente percepite che ammonterebbero ad oltre un milione di euro.

 

A conclusione di indagini per il contrasto dei reati in danno del SSN, il NAS di Torino ha deferito all’A.G. un medico chirurgo dell’ASL di Torino per truffa e falso ideologico. È risultato che il professionista sanitario, pur avendo certificato all’Azienda Sanitaria di non esercitare la libera professione, in realtà, da oltre 10 anni svolgeva chirurgia estetica ambulatoriale ed interventi chirurgici presso studi medici e cliniche private della provincia riuscendo così a percepire indebiti emolumenti quantificati in oltre 260mila euro di danno erariale.   

   

Il NAS di Catania ha scoperto un ambulatorio medico-chirurgico abusivo, ubicato nel capoluogo siciliano, ove si eseguivano interventi di chirurgia estetica e plastica ricostruttiva in assenza di autorizzazione sanitaria. Il legale responsabile ed un medico sono stati deferiti all’A.G. mentre l’attività sanitaria è stata sospesa e chiusa.

Il valore complessivo della struttura ammonta a circa un milione di euro.

 

sitografia:

www.salute.gov.it

 

anzianiincasa*30 gennaio 2020

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