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Racconti & Ricordi

Racconti & Ricordi

 

 

  • Dal diario di “Nonna-bis”/Ti voglio bene mamma(Ogni tanto, quando voglio la mia mamma tanto intensamente, così tanto che quasi sto male, la chiamo e le dico urlando che le voglio bene)           
  • Senza segreti G. Ghirelli (Più che una relazione tra amanti, la loro era una sorta di amorosa complicità che gli consentiva di discutere e consigliarsi imparzialmente su ogni problema personale. Non come quelle tristi vicende intrise di bugie e gelosie, di cui sono spesso vittime i protagonisti di tormentate relazioni extra-coniugali)
  • Mutatis Mutandis/TE MANE (Laudum Carmine)TE (Deprecamur) VESPERE  G. Danesi (Che sia nero, bianco, post fermentato, speziato o quant’altro, il tè è la bevanda per eccellenza da consumare a tutte le ore della giornata)

  • Marzo  M. Chiavacci (Mentre proseguiva verso casa, incamminandosi su strade vuote e solitarie, giocò come faceva da bambino, quando ancora non sapeva che l’universo danza freneticamente sui piedi del caso: scommise che, se fosse riuscito a camminare per trenta passi senza aprire gli occhi l’avrebbe presto rivista)
  • Nel condom-inio dell’incoerenza… J.V.R. Dalì (Così, la Dabbenaggine dopo aver trascorso una bella serata in buona compagnia, il giorno seguente se ne tornò al suo luogo natio e alla sua naturale quotidianità…quella di trasformare, gonfiandola a dismisura a proprio uso e consumo, ogni briciola di latente ipotetica realtà, inventando alla bisogna persino storie tra le più assurde e inesistenti)
  • Cuore di Birba G. Ghirelli (Quando, nella pausa di mezzogiorno, sentiva fermarsi i macchinari dell’officina, usciva da sotto la scrivania e mi guardava con aria interrogativa; se vedeva che aprivo la custodia del violino, andava davanti alla porta in attesa che le aprissi l’uscio, e filava fuori in cortile, aspettando con pazienza la fine delle mie sviolinate. A parte questa insofferenza, era disposta a tutto nei miei confronti)
  • Febbraio M. Chiavacci (L’arte dei due ragazzi non ambiva ad alcuna permanenza: essi non avevano niente altro da lasciare se non un’emozione evanescente come i loro gesti)
  • Mutatis Mutandis/CASTIGAT RIDENDO MORES G. Danesi (Evidenziare vizi e difetti umani può essere una delle armi vincenti per un radicale cambiamento della nostra società, ormai aliena a tutto. Satira compresa.)
  • Gennaio M. Chiavacci (Non sarebbe più caduto? Sapeva che ciascuno raggiunge inesperto la soglia di ogni età della vita, ma quel giorno, in quel preciso momento, gli sembrò di aver capito, o forse di aver ricordato, che non si può cadere da una montagna se noi siamo quella montagna)
  • Perlanera G. Ghirelli (Una bellezza sensuale e primitiva -dello stesso tipo che avevo visto nei ritratti di ragazze tahitiane dipinte nei quadri di Gauguin- con i capelli nerissimi che le coprivano la schiena fino ai fianchi)
  • Fuori dal Tempo/1 M. Chiavacci (L’uomo non si identificava ancora con il vecchio stanco e confuso che sembrava solo attendere la fine, ma avrebbe voluto, un giorno, possibilmente lontano, trovare la sua stessa forza per un nuovo, ultimo, sogghigno prima che calasse per sempre il sipario)
  • Donata G. Ghirelli (Quando il commissario congedò il biondino, era barricato dietro la scrivania con la testa chinata sui suoi appunti e una Nazionale tra le labbra. E ignorando la mano che Romeo gli aveva teso, mormorò soltanto: “Giudizio figliolo”)
  • Naufragio G. Ghirelli (Era ormai buio, e la fioca luce della luna velata dalle nuvole lasciava intravedere solo la sagoma scura della costa. Intanto il mare si faceva sempre più agitato, e la leggera Canadian saltava sulle onde come sulle montagne russe del Luna Park. Ci vollero una decina di minuti per arrivare davanti alla caletta, ma avvicinarsi alla costa era pericoloso, le onde avrebbero potuto scaraventare la barca contro la scogliera)
  • Mutatis Mutandis/FESTINA LENTE G. Danesi (Quelli della mia generazione si ricorderanno certamente delle festine che si svolgevano in casa, presso amici, la domenica pomeriggio. Qualche ragazza, compresa la preferita che non ti degnava mai di uno sguardo)
  • Cuore matto G. Ghirelli (Il luogo dove mi faranno questo intervento non ha l’aria di un reparto clinico, ma piuttosto di una specie di deposito di lettini a rotelle, che stazionano affiancati in questa camera senza porte, in fondo al corridoio. I lettini sono vuoti, la camera è vuota… non c’è un’anima viva, salvo la mia)
  • Vista lago G. Ghirelli (Scappò in direzione della porta in fondo al locale, dietro la quale sparì. Per ricomparire pochi attimi dopo, preceduta da un baffuto e opulento signore sulla cinquantina, dalla faccia simpatica, il quale con grande gentilezza mi disse: “Forse oggi la mia impiegata ha la testa tra le nuvole, perché non ha capito bene che cosa desidera lei”)

  • Mutatis Mutandis/PASCENDI DOMINICI GREGIS G. Danesi (C’è un detto bresciano il quale afferma come il lavoro festivo vada fuori dalla finestra. Sì, insomma, non renda. Sono comunque certo che anche se non avevano il permesso, il Signore li avrà sicuramente perdonati quei pastori)

  • Adèss che l’inglès l’è dree al cantòn, come farèmm a pronuncià: stellìn, stellòn? G. Ghirelli (E se domani, al mio risveglio, tutta la città, compresi cani, gatti e i piccioni di piazza del Duomo, non capisse più nemmeno una virgola della mia lingua, ma ragionasse solo in inglese, come mi ritroverei io, vecchio residuato meneghino?)

  • Ciao bedda miaG. Ghirelli  (Quindi, senza un democratico voto, si diede il via alla spedizione, composta da una dozzina di avventurosi. Ci caricarono su un pulmino da fuoristrada e percorremmo l’impervio percorso fino al campo base, da dove si vedeva la bocca fumante del vulcano una cinquantina di metri sopra di noi)

  • L’ultimo pensiero G. Ghirelli (E giusto per non lasciare certi affari in sospeso, della faccenda dei soldi in Svizzera avrebbe fatto meglio a spiegare bene le cose alla sua compagna. Perché va bene fidarsi degli amici, ma se poi ti arriva qualche accidente, anche certi amici, quando c’è di mezzo la grana…  )
  • Notturno lariano G. Ghirelli (E dicendo quelle parole aveva sentito un fitta al cuore. Perché anche i bastardi hanno un cuore… Sì, proprio un bastardo, perché aveva buttato al vento uno dei beni più belli che avesse potuto ricevere dalla vita. E per cosa? Per quel viziaccio di correre dietro ad ogni sottana disponibile. Avventure che gli avevano lasciato solo degli sbiaditi ricordi)
  • Milano col violino in mano G. Ghirelli (Poi, un pomeriggio di settembre del 1991, ero al quartiere Bicocca per lavoro e vidi appiccicato a un palo un volantino che proponeva lezioni di musica per strumenti vari, tra cui il violino. Ma la cosa che richiamò la mia attenzione, e fece innescare la miccia, era che su quel foglio si leggeva: “Per tutte le età”)
  • Mutatis Mutandis/CANE NERO MAGNA BELLA PERSICA  G. Danesi (Classica frase latina dal doppio significato ad uso e consumo tra gli studenti di latino)
  • La Viola G. Danesi (Chi se non Giove poteva innamorarsi della bellissima ninfa Io? Questa, sacerdotessa al servizio di Giunone, moglie di Giove, si lasciò conquistare. Inutile dire che la cosa non passò inosservata a Giunone, che decise di coglierli in fallo. Giove però si accorse del tranello e dell’arrivo della moglie)
  • Minestra di fagioli … G. Ghirelli ( Quando ne combinavo qualcuna delle mie, niente gelato. Ma io avevo trovato il sistema per rimediare: tenevo una piccola scorta di uova nascoste in soffitta, e nei giorni di castigo me ne mettevo due in tasca e aspettavo sulla strada che il gelataio lasciasse la cascina. Allora lo rincorrevo fino alla successiva fermata, la cascina Casalta, e facevo il baratto. Era impossibile che la zia Bice e il gelataio non avessero capito le mie furberie, ma nessuno disse mai nulla)
  • Minestra di fagioli G. Ghirelli  (Un paio di calzoncini di tela e una canottiera bianca erano la divisa della liberazione di un bambino venuto dalla metropoli. In quella cascina ho vissuto esperienze che non ho più dimenticato. Perché è impossibile cancellare dalla memoria la nascita di un vitellino o le uova schiudersi sotto i colpi di becco dei pulcini. E mi ricordo la tenerezza del pelo umido e i battiti del cuore dei coniglietti appena nati)
  • La balera G. Ghirelli (La nubildonna guardava con occhi languidi i maturi scapoloni che stazionavano nelle sale da ballo, con l’aria di chi spera, senza più troppe illusioni, di riuscire a prendere un ultimo treno)
  • Il Garofano G. Danesi (Una vecchia tradizione cristiana vuole che i Garofani nascano ai piedi della Croce, frutto delle lacrime di Maria. Se è vero, com’è vero, che gli infusi ricavati con la sua essenza leniscono non solo malanni vari (febbre compresa), oltre che le sofferenze d’amore, forse c’è qualcosa di vero in queste lacrime versate)
  • Milano con gli occhi sulle scarpe G. Ghirelli (La scelta delle scarpe, papà la faceva con un’unica priorità: che fossero il più possibile robuste ed economiche. E a me poco importava cosa mi ritrovavo ai piedi, l’importante era che potessi tirarci dei bei calci al pallone, o arrampicarmi tra le macerie delle case bombardate)
  • Lo Zafferano G. Danesi (Scano scrive che i Sidoni e gli Stiri lo usavano per colorare i veli delle loro spose, ed i sacerdoti per profumare i loro templi durante le grandi cerimonie religiose)
  • Mutatis Mutandis/NECESSE EST MULTOS G. Danesi (Sembra che questo duro pensiero sia stato espresso da Decimo Laberio (106 – 43 a.C.), un cavaliere romano con la passione di comporre satire)
  • Il Sambuco G. Danesi (Quando, giovane e vagabondo, soggiornavo nei paesi dell’Est, ricordo una curiosa usanza che le ragazze di Praga mettevano in atto per trovare marito. Scuotevano una pianta di Sambuco. Se un cane abbaiava, la ragazza avrebbe sposato un uomo che viveva nella direzione da cui proveniva il latrato)
  • La Zucca G. Danesi (Ai tempi dei romani, svuotata della polpa ed essiccata, la Zucca diventava un contenitore leggero ed impermeabile, usato, per esempio, per trasportare il sale o il vino, il latte o i cereali. Altrettanto facevano i nostri nonni. Ora però non più)
  • Mutatis Mutandis/GUTTA CAVAT LAPIDEM G. Danesi (Ippocrate la descriveva come l’artrite dei ricchi; per i poveri, invece, ecco coniato il termine reumatismo. In pratica l’artrite dei poveri.
  • Mutatis Mutandis/FIAT LUX G. Danesi (La si usa per sottolineare quando, finalmente, qualcuno parla chiaro)
  • Mutatis Mutandis G. Danesi (L’ospite d’onore, un cantante di nome André, spiegò al pubblico come si dovevano mettere e togliere le Mutande Rosse ricevute in dono, per avere un anno fortunato. Ecco i suoi consigli: indossarle prima di mezzanotte, infilarle prima nella gamba sinistra (il cuore), ed infine recitare tre pater, ave e gloria. Amen)
  • Al víin S. Scuffi (Il cròtt, molto noto da noi, è una caratteristica cantina ricavata in prossimità di antichi scoscendimenti franosi che mantengono, attraverso uno sfiato detto  surèl, la temperatura costante, attorno agli 8° C, ideale per la conservazione e la stagionatura di formaggi, salumi e vino)
  • La rosa canina  G. Danesi (Gli studiosi affermano che la Rosa Canina è un meraviglioso integratore nutrizionale. Sembra anche che accresca le difese immunitarie)
  • Il Fior di Pesco G. Danesi (E in Occidente? Sembra che donare un rametto di pesco voglia significare tutta la vostra ammirazione e dedizione alla persona alla quale avete fatto dono)
  • Il Papavero  G. Danesi (Particolare importante. Se la vostra lei vuole sottoporvi alla prova di fedeltà, rifiutatevi. L’operazione è, comunque, la seguente: sul palmo della vostra mano … )
  • La Lavanda G. Danesi (Una vecchia leggenda francese voleva che in Provenza, e precisamente a Grasse, i guantai che usavano l’olio di lavanda per profumare i loro tessuti, fossero immuni dalla peste. Poco credibile. Più credibile, invece, che i pittori fiamminghi, grazie al fatto che la lavanda è ricca di resine, la usassero per diluire i colori)
  • La caštégna S. Scuffi (Le brevi soste, compresa quella per un frugale pranzo, erano confortate da un fuoco che riscaldava momentaneamente, prima di riprendere quello che, specialmente per i bambini, era un lavoro noioso ma inevitabile)
  • Il Limone G. Danesi (Se la storia è questa non capisco perché mio nonno Giacomo, mio papà Angelo e i miei zii Giuseppe e Giovanni mi etichettassero con il soprannome di limù? Io non avevo mai lavorato! Mistero)
  • Mutatis Mutandis/A MORTE PERPETUA G. Danesi (Ci domandavamo come mai il sacerdote chiedesse al buon Dio di richiamare a sé la signora Maddalena, perpetua, appunto, di don Giuseppe. Per noi ragazzi il tutto era ammantato di mistero)
  • La Légna S. Scuffi (L’operazione era molto rischiosa per l’enorme tensione raggiunta dal cavo e la possibilità di venirne travolti, con gravi conseguenze, se si fosse verificato un minimo inconveniente o disattenzione: ragione per cui i bambini venivano rigorosamente e bruscamente allontanati)
  • L’Ortica G. Danesi (Stupidamente da bambini le strofinavamo sulle gambe delle ragazze. Salvo poi, da grandi, doverle rincorrere con mazzi di rose)!
  • La calendula  G. Danesi (Gli inglesi hanno eletto la Calendula a simbolo della gelosia. Non la normale gelosia tra due persone che si amano, ma la gelosia delle zitelle che, ignorate dai più, morendo si trasformano in Calendule di colore giallo, simbolo della gelosia appunto. Solo che il loro è un giallo di rabbia)!
  • Sass da la sc’trìa  S. Scuffi  (Sulla strada che da Nogaredo porta a “Piaza Cavrée”, dopo aver oltrepassato in salita i crotti della Piazza ed il “Mot de Mugnina”, si trova  un grosso masso…)
  • Mutatis Mutandis/ET CAMPOS UBI TROIA FUIT G. Danesi (Splendida e drammatica frase pronunciata dall’eroe troiano Enea che, circondato dai superstiti, invita gli amici ad abbandonare la città di Troia)
  • Mutatis Mutandis /CARPE DIEM G. Danesi (Oggi pesce/Consigliato dai medici e dai dietologi, il pesce sembra essere veramente il toccasana per prevenire numerose patologie)
  • Mutatis Mutandis / VACATIO LEGIS G. Danesi (In Cina tutto è proibito, compreso quel che è permesso. In Russia tutto quanto non è proibito è assolutamente vietato. E in Italia…)
  • L’Acacia G. Danesi (Da giovane, ambizioso di conoscere e di essere alternativo, andai ad un appuntamento galante con un mazzo di fiori d’Acacia)
  • L’alp  S. Scuffi (Lassù non esistevano negozi, si dimenticava la scuola, e non vi era alcuna possibilità di frequentare la chiesa)
  • Il Crisantemo  G. Danesi (Il Crisantemo? È la gloria dell’autunno, affermava cinquecento anni prima di Cristo il grande Confucio)
  • Dove fu inventata la zolletta di zucchero?   G. Danesi (Il caffè, la tradizionale bevanda tanto cara agli italiani e nel mondo, si beve zuccherato o no)?
  • La ‘müżüra dal lüĝhànaĉh’  S.Scuffi (ovvero: dell’ingenuità dei ragazzi cresciuti senza televisione)
  • Il caffè: che passione!  G. Danesi (Tutto avvenne una domenica di maggio del 2004, in uno dei tradizionali caffè che a centinaia popolano il centro e la periferia di Atene)
  • başè la sc’trìa S. Scuffi (L’idea di affrontare la dura prova dell’indesiderato bacio induceva i più a lavarsi, una tanto, in modo accurato e scrupoloso)
  • Tradizioni che non ci sono più   S. Scuffi  (Un momento particolarmente atteso era quello della “rostia”: curioso tributo che il marito venuto da fuori (furèsc’t) doveva corrispondere ai giovani del luogo quale “indennizzo” per averli privati della possibilità di sposare la giovane in questione)
  • la Bagüta a Samolaco  S. Scuffi (Costei, colpevole di avere trascorso la giovinezza in modo non proprio esemplare e castigato, paga ora le sue colpe attraverso sofferenze di vario genere)
  • Dal Diario di “Nonna bis” (Erano circa le 22.00. Io e mia sorella eravamo in casa davanti al fuoco. Ascoltavamo alla radio il bollettino della giornata. Ad un certo punto sentimmo dei colpi secchi alla porta)
  • Santuario della Madonna della Neve   G. Danesi (Era Agosto! Incredibile ma vero. Quella notte a Roma, sul colle dell’Equilino nevicò)
  • Dal Diario di “Nonna bis” (Lei mi dice che la chiamo anche quaranta volte ma per me esagera e allora io le chiedo scusa. Chiedo scusa di tutto e non so nemmeno il perché.)
  • Vita sull’Alpe “Il pastore delle pecore”  S. Scuffi (Allora l’alpe, che si governava con delle regole ben precise, tramandate da chissà quali tempi remoti, aveva trovato una soluzione anche per questo problema)
  • Vita sull’Alpe “Carghè l’alp”   S. Scuffi (L’ambiente si presentava talmente sereno e riposante che, in breve, si dimenticavano tutte le fatiche)
  • Il soprannome G. Danesi (Nei tempi andati i cognomi in paese non erano moltissimi. Tanti erano, invece, i figli che nascevano e che formavano nuove famiglie. Ma i cognomi che circolavano era sempre quelli)
  • Come eravamo S. Scuffi (In mancanza quasi cronica di denaro, la sopravvivenza della famiglia dipendeva dalla capacità di procurarsi l’essenziale attraverso il lavoro della terra e la cura degli animali)
  • La nascita, attesa come un segno di speranza G. Danesi (Serafina, questo nome, è tutt’ora vivente e il bellissimo soprannome è dovuto al colore dei suoi capelli: bellissimi e corvini)
  • Vecchio? No, sono solo anziano G. Danesi (Da giovane cercavo la serenità e l’emozione nell’improvvisare la vita. Non voglio da “vecchio” cercare tutto questo nell’abitudine)
  • Emozioni … dal passato (Uno  “scrigno d’oro” nel quale racchiudere emozioni e sensazioni del passato e da aprire ogni qualvolta si ha bisogno di sentirsi avvolti da un dolce calore e grande umanità)